Tragedia del K2, sospeso tour operator. Il commento di Agostino Da Polenza

L’inchiesta per chiarire le dinamiche su quanto avvenuto nella giornata del 27 luglio scorso, sul K2, con la conseguente morte del portatore Muhammad Hassan è un segnale positivo per la tutela delle montagne pakistane. A dirlo è Agostino Da Polenza in questo editoriale.

È di questi giorni la notizia che il Dipartimento del Turismo del Gilgit-Baltistan ha dato 2 anni di sospensione dell’attività al tour operator Lela Peak per la morte del “high-altitude porter” Muhammad Hassan.  È il giovane che lo scorso 27 luglio è rimasto appeso a metà del “traverso”, nella parte sommitale del K2, agonizzante e scavalcato da decine di alpinisti, anche se fa quasi vergogna definirli tali; la più famosa era la norvegese Kristin Harila, che andava di fretta per battere il record temporale dei 14 ottomila ossigenati e sospinti. Lei ce l’ha fatta, Hassan no!

Istruire un’inchiesta in tempi brevi e condannare l’agenzia responsabile di una serie di disastrose inadempienze, perfino ai regolamenti locali, datati e a maglia larga, pare però un segnale positivo. Lo è anche il fatto che l’istruttoria è stata condivisa anche dall’associazione che raccoglie tutte le agenzie di trekking e spedizioni, anche quelle che fanno da prestanome alle agenzie nepalesi (Il capo spedizione di Hassan era lo sherpa Dawa Onju). Ormai hanno colonizzato le montagne del Pakistan e commercialmente “Everestizzato” anche il K2, con estrema tristezza e rabbia da parte di chi le montagne e quel che rappresentano le rispetta.

Difendere le montagne

Ora tocca ai pakistani difendere le loro montagne, le opportunità e il lavoro che possono portare. E quel che si legge nel dossier predisposto, anche in conseguenza della scossa data dalla morte di Hassan, si spera possa far decollare un processo di consapevolezza e attenzione. Peraltro già iniziato con l’incarico del governo locale a EvK2CNR per effettuare nei prossimi 3 anni corsi di formazione di alto livello tecnico per il personale che deve seguire i trekking e le spedizioni.

In questi giorni la guida alpina Maurizio Gallo, che si occuperà del progetto con il collega Michele Cucchi, è a Gilgit, capitale del Gilgit-Baltistan, per l’avvio della selezione dei candidati. Sarà l’occasione per estendere la cooperazione con il Dipartimento del Turismo anche in vista, l’anno prossimo, del 70° anniversario della prima salita del K2.  Il Central Karakorum National Park, che alla sommità ha il K2, e l’inventario degli oltre 7200 ghiacciai del Pakistan che sarà concluso entro l’anno, sono il patrimonio di iniziative italiane positive dell’ultimo decennio, sul quale costruire e che ora vede l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo con  l’Università degli Studi di Milano e EVk2CNR attivarsi anche sul tema dell’ecoturismo e della sicurezza ambientale e della formazione di quelle professionalità centrali per lo sviluppo  delle montagne, delle quali l’Italia ha grande esperienza.

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