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Crediti immagine: via wikimedia commons

Patagonia, una storia di sviluppo sostenibile

Il brand di abbigliamento outdoor Patagonia ha fatto della sostenibilità dei propri prodotti un marchio di fabbrica

Patagonia, brand leader nel settore dell’abbigliamento sportivo, ha fatto dell’obiettivo di rendere sostenibili i propri prodotti un marchio di fabbrica dimostrando che investire sulla sostenibilità sociale e ambientale migliora la crescita economica dell’impresa. Questo ha portato il brand americano, fondato dallo scalatore Yvon Chouinard a diventare uno dei marchi di abbigliamento più eco-friendly al mondo grazie a un alto livello di consapevolezza. “Noi di Patagonia sappiamo perfettamente che tutte le forme di vita sulla Terra rischiano l’estinzione. Vogliamo utilizzare tutte le risorse in nostro possesso – il nostro business, i nostri investimenti, la nostra voce e la nostra immaginazione – per far sì che ciò non accada”.

 Questo l’incipit che si trova sul loro sito. Un messaggio chiaro, una direzione precisa che abbraccia non solo l’ambiente ma tutte le sfere, dal mondo della moda dove il brand americano si è impegnato per risolvere le problematiche relative allo sfruttamento dei lavoratori nel settore della moda. Oltre a questo mettono in campo un’accurata selezione delle aziende con cui collaborano per le produzione dei propri capi, cercando di limitare al massimo l’impatto delle proprie produzioni. “Facciamo in modo che i nostri fornitori (e anche noi stessi) osservino i più alti standard ambientali e sociali del settore” spiegano. “Ci avvaliamo degli strumenti e degli standard del settore per gestire questo processo e quando non esistono standard abbastanza rigorosi, li creiamo.” Un manifesto concreto, che si trasforma in azioni quotidiane precise e mirate. Insomma, non il classico green washing ma un progetto che fonda le basi di un modello di business.

1% for the Planet

A completare il quadro l’operazione, nata nel 1985, che vede Patagonia donare l’1% del proprio fatturato a progetti di tutela dell’ambiente. Una decisione che ha portato l’azienda, negli anni, a donare oltre 89 milioni di dollari ad associazioni, gruppi di attivisti per l’ambiente e altre organizzazioni che operano nella protezione del nostro Pianeta. Nel 2002 questo progetto è stato ampliato, per volere dello stesso Chouinard e di Craig Mathews, proprietario di Blue Ribbon Flies, a tutte le aziende che volessero fare lo stesso. Nasce così 1% for the Planet, un’alleanza fra aziende che hanno compreso la necessità di proteggere l’ambiente.

La cessione del marchio al Pianeta

Fondato nel 1973 oggi Patagonia è un indiscusso leader di settore. Ma non è solo la sua storia manifatturiera a farne un pilastro per il mondo outdoor. A rendere centrale il suo ruolo sono tutti quei dettagli che abbiamo elencato fin qui, a cui si aggiunge la decisione presa dal fondatore nel corso del 2022: cedere l’azienda a una serie di ONG in favore per Pianeta. Il 98% delle azioni della compagnia è stato così trasferito all’ONG di recente nascita Holdfast Collective. Le azioni con diritto di voto, che corrispondono al 2% sono invece state trasferite a un fondo costituito ad hoc: il Patagonia Purpose Trust. Al suo interno opereranno membri della famiglia Chouinard e stretti collaboratori per verificare che responsabilità ambientale e

sociale rimangano sempre al centro del progetto. Si tratta dell’ultimo tassello di un percorso coerente che va a promuovere una nuova idea di capitalismo in cui non sono pochi ad arricchirsi a discapito dei molti. Nella nuova Patagonia il fondamento del futuro è il benessere collettivo, raggiunto attraverso una marcata attenzione alla salute del nostro Pianeta. Come dire: ok il guadagna, ma occhio all’ambiente!

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