Jarrin e Freire sui Seimila inviolati del Nepal

Due prime salite su altrettanti Seimila nepalesi, è questo il bottino che si portano a casa lo statunitense Joshua Jarrin e l’equadoregno Oswaldo Freire. 

Lo statunitense Joshua Jarrin e l’equadoregno Oswaldo Freire hanno chiuso la loro stagione himalayana con la realizzazione di due prime salite tecniche e difficili su montagne di seimila metri. Vette che sempre più catturano l’attenzione dei migliori alpinisti d’alta quota. Meno blasonate degli Ottomila, rappresentano oggi i moderni problemi alpinistici con punte e pareti ancora inviolate, su difficoltà tecniche altissime. Jarrin e Freire hanno scelto di concentrarsi, per le loro salite, su due Seimila nepalesi, il Dhagpache (6567 m), inviolato, localizzato nella valle del Langtang; e il Ganchenpo (6387 m), nello Jugal Himal.

Dhagpache

Dopo aver lasciato Kathmandu lo scorso 24 ottobre i due scalatori hanno raggiunto la vetta del Dhagpache alle 18.10 locali del 28 ottobre. “È stata una scalata molto tecnica e ci sono volute quasi 30 ore per realizzare questa salita” ha raccontato Freire al rientro dalla salita, che risulta essere la prima assoluta alla montagna.

Dopo il rientro i due hanno battezzato la via ”Between Fairies and Unicorns” (ED, M4+ e WI5+ 90°).

Ganchenpo

Dopo aver raggiunto il campo base i due scalatori non hanno avuto tempo di riposare. Fatti i bagagli si sono subito trasferiti ai piedi del Ganchenpo, su cui lo scorso 3 novembre sono riusciti nell’apertura di una nuova via lungo l’inviolata parete nord. Chiamata Cold Terapy ha richiesto a Jarrin e Freire quasi 19 ore tra salita e discesa.

Delle due salite questa è senza dubbio la più prestigiosa, su una parete che per oltre trent’anni ha resistito agli assalti di molti forti alpinisti.

ULTIME NOTIZIE

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *