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Turismo in montagna, gli obiettivi del nuovo Piano Strategico

Il documento analizza le problematiche attuali e traccia i passi da seguire, con un occhio già a Cortina 2026

L’approvazione delle Camere del nuovo Piano Strategico

Dopo il parere favorevole espresso dalla Conferenza permanente Stato-Regioni a marzo, ad aprile il Piano nazionale strategico del turismo 2023-2027 è passato alle Camere e la settimana scorsa si sono esaurite le audizioni, concluse in IX Commissione.

Promozione, inclusione, qualità, investimenti, formazione e sostenibilità. Sono le linee guida del nuovo Piano che andrà ad aggiornare quello adottato dal 17 febbraio 2017 e “scaduto” nel 2022. Seguendo queste linee, si delineano anche gli obiettivi prefissati, che passano dall’innovazione, specializzazione e integrazione dell’offerta nazionale, tramite poi l’accrescimento della competitività del sistema turistico, nello sviluppo di un marketing efficace e innovativo e, infine, nella realizzazione di una governance efficiente, con principi e procedure condivisi e sostenibili.

Gli obiettivi oltre i confini del turismo in montagna

I macro-obiettivi si sviluppano seguendo i cambiamenti dovuti alla pandemia degli ultimi anni, dove il settore turistico è stato tra i più colpiti.

Il piano detta la linea in maniera molto chiara e, per la montagna, offre parecchie possibilità di veder declinare azioni sul turismo sostenibile, ad esempio, ma anche per quello esperienziale o culturale”, spiega Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della commissione.

La linea generale prevede una promozione della diversificazione sul piano delle esperienze turistiche, un potenziamento dell’accessibilità e della sicurezza nella pratica sportiva (e, di conseguenza, una sostenibilità maggiore nella attività collegate), e una fruizione più ampia dei sistemi di offerta, al di là della tradizionale stagione.

Altro approccio evidenziato nel Piano è quello che segue la logica del never-ending tourism, che vede gli operatori impegnati a intercettare i nuovi trend della domanda, rinforzando competitività e trasformando così il tempo passato in montagna in un’esperienza che trascende lo specifico periodo passato nella località, estendendone l’interesse e la scoperta anche ad altre occasioni pre- e/o post-vacanza.

Turismo in montagna: sostenibilità e governance come priorità

Ci sono poi alcuni fattori che, da molti anni, fungono da freno alla crescita del settore, e il nuovo Piano ha stabilito degli obiettivi anche da questo punto di vista, riassumibili in: favorire le connessioni tra i territori; facilitare il funzionamento del mercato del lavoro, soprattutto in località con un’alta percentuale di lavoro stagionale; supportare la crescita degli operatori e lo sviluppo di strumenti digitali.

Per quanto riguarda invece la governance, il Piano si focalizza sulla comunicazione tra territori, incentrandola verso una logica di distretto, mentre, per quanto riguarda la sicurezza, si avanza l’ipotesi di un piano complessivo d’intervento, con l’obiettivo di accorciare gli iter di controllo e revisione e implementando i supporti per quanto riguarda gli investimenti.

Ci sono poi obiettivi di sostenibilità, con un mirato risparmio su impianti energetici, mezzi di manutenzione e consumi idrici, e, infine, il sostegno alle professioni, investendo sulla formazione di figure di alto livello e specializzate nell’ambito montano, con una prospettiva futura di creare una rete di Mountain Concierge. Il tutto, come citato in più punti nel Piano, con la prospettiva dei giochi olimpici di Cortina 2026, considerato uno degli eventi più importanti del quadriennio in questione.

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