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Fonte foto: La Repubblica

Progetto ClimADA: il ghiacciaio dell’Adamello è destinato a scomparire

In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, che viene celebrata ogni 11 dicembre, sono stati presentati i risultati dopo il primo anno di ClimADA, progetto che si pone come obiettivo di indagare l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini attraverso lo studio dell’evoluzione del ghiacciaio dell’Adamello negli ultimi secoli. Il ghiacciaio dell’Adamello, essendo il più profondo d’Italia, rappresenta infatti uno dei più importanti archivi della storia climatica, ambientale ed umana delle Alpi Italiane.

A un anno dall’inizio degli studi del progetto ClimADA, i risultati non sono ottimistici. Il ghiacciaio più profondo d’Italia potrebbe infatti sciogliersi completamente entro la fine di questo secolo e già in questi anni la sua fisionomia sta cambiando in modo vistoso, come dimostra la formazione di nuovi laghi dove prima c’era il ghiacciaio. Questo è quanto emerge dal convegno “L’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini: il caso dell’Adamello”, organizzato da Fondazione Lombardia per l’Ambiente in collaborazione con Fondazione Cariplo a un anno dall’inizio del progetto ClimADA, che ci permette di guardare al passato e al futuro

Presente e passato della storia climatica delle Alpi

Guardando al passato, i 224 metri di carota di ghiaccio, estratti l’anno scorso e conservati all’EuroCold Lab dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, permetteranno di ricostruire il libro del clima degli ultimi 1.000 anni, analizzando gli effetti di eventi come la Prima Guerra Mondiale, che si è combattuta sull’Adamello, o del disastro di Chernobyl o di grandi incendi.

“In ottica futura, oltre al modello predittivo elaborato dall’Università degli Studi di Brescia, il focus è sull’impatto del riscaldamento globale a livello della criosfera e sul regime dei deflussi nei bacini alpini glaciali. Dalle analisi svolte è stato rilevato un aumento delle temperature dal 2006 a oggi con scarse prospettive di sopravvivenza del ghiacciaio per la fine del secolo. I primi ghiacciai destinati ad ammalarsi (e poi a morire) sono quelli cosiddetti “temperati”, cioè con temperature del ghiaccio appena sotto lo 0. Si tratta di ghiacciai e nevai esposti a sud e quindi tipici del versante italiano delle Alpi” è stato spiegato durante il convegno.

Ulteriori dati relativi alla temperatura e alla deformazione del ghiacciaio arriveranno dalle fibre ottiche installate dal Politecnico di Milano nel foro della carota estratta nel 2021: “Finora sono stati due i rilevamenti, che insieme ad altri in programma nei prossimi mesi, sono necessari a convalidare il modello termo-fluidodinamico del ghiacciaio, potendo contare anche sui dati ottenuti durante la missione di posa dei cavi nei 2021 -spiegano i ricercatori-. I profili di temperatura misurati nei mesi estivi 2021 e 2022 con la tecnica Raman mostrano un range di valori sovrapponibile con temperature non inferiori a –1.5 °C. La recente misurazione effettuata in novembre scorso ha restituito una temperatura all’interno del ghiacciaio decisamente inferiore, intorno a – 8 °C”.

Restituire i dati alla popolazione e al territorio

“ClimADA è un progetto unico non solo nel panorama italiano, ma anche in quello europeo e globale” ha commentato Fabrizio Piccarolo, Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente. “Le informazioni derivanti dalle attività di analisi contribuiranno a chiarire quadri di tendenza e prospettive sul piano ambientale di ampi territori della nostra regione alpina, supportando la comunità scientifica e i decisori politici nella definizione di misure di adattamento per le evoluzioni in corso. Ringrazio Fondazione Cariplo per aver sostenuto il progetto, insieme a tutti i partner istituzionali, scientifici e privati, impegnati nello studio e nella limitazione degli effetti del cambiamento climatico in aree di grande valore naturale come l’Adamello. Nel corso del 2023, ClimADA proseguirà assumendo una dimensione internazionale”.

I partner del progetto

Le attività del progetto sono coordinate dal capofila Fondazione Lombardia per l’Ambiente e sviluppate all’interno delle attività dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con particolare riguardo all’EuroCold Lab (UNIMIB) e all’ente territoriale della Comunità Montana della Valle Camonica, ente gestore del Parco Regionale dell’Adamello.

Per quanto riguarda la componente di monitoraggio a fibra ottica e lo sviluppo del modello geo-dinamico del ghiacciaio, le ricerche vengono sviluppate con la collaborazione del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia.

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