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Crediti foto: Laurentiu Morariu via Unsplash

Popolazioni indigene e riforestazione in Nepal: una storia positiva

La gestione delle aree verdi affidata alle comunità locali in Nepal ha garantito ottimi risultati in termini di riforestazione, con un aumento del 50% della superficie alberata.

Grazie al progetto “The community Forestry Program” , lanciato alla fine degli anni 90’ dal governo nepalese,  più di un terzo della popolazione himalaiana oggi è coinvolta nella più importante azione di gestione partecipata delle risorse forestali e questo sta garantendo risultati inaspettati.

Le foreste per il Nepal: una risorsa per il sostentamento locale

Le foreste in Nepal sono un’importante risorsa naturale per il paese. Coprono circa il 29% del territorio e sono la fonte di sostentamento per il 70% delle comunità locali che dipendono dalle risorse forestali per la loro sopravvivenza. Tuttavia, la situazione delle foreste in Nepal è stata soggetta a molte sfide negli ultimi decenni.

Uno dei principali problemi riguarda la deforestazione. La deforestazione è stata causata principalmente dalla conversione della foresta in terreni agricoli e pascoli, dal taglio indiscriminato di alberi per il legname e dal disboscamento per la produzione di carbone e altri prodotti forestali per il commercio internazionale. La deforestazione ha anche portato a una diminuzione della biodiversità e alla perdita di habitat per molte specie animali.

Per affrontare questi problemi, il governo nepalese ha adottato una serie di politiche e programmi per la conservazione delle foreste, incluse strategie di rimboschimento e il divieto di taglio di alcune specie di alberi

Nascono le comunità di Foresta: una storia di governance ambientale partecipata

Nonostante questi sforzi, le foreste in Nepal continuano a essere minacciate dalla deforestazione e dalle attività umane che ne derivano. Tuttavia, ci sono anche esempi positivi di successo, come la gestione comunitaria delle foreste che ha portato a un miglioramento della conservazione delle risorse e alla prosperità delle comunità locali.

Negli anni 80’ il Nepal viveva un importante crisi ambientale. La deforestazione era fuori controllo le conseguenti alluvioni e frane hanno messo a dura prova la popolazione e il governo. Grazie alla spinta di diversi movimenti politici poi nel 1993 si è arrivati all’emanazione di una legge sulla silvicultura comunitaria la quale ha permesso l’affidamento della gestione degli immensi spazi verdi alle popolazioni indigene locali fornendo loro incentivi e supporto tecnico.

Le popolazioni indigene, cioè gruppi sociali e culturali che vivono un particolare legame con la terra e la natura, sono intrinsecamente collegate al loro ambiente naturale su diversi livelli, dalla salute all’alimentazione.

Perché affidare loro la gestione delle terre dovrebbe essere la scelta vincente?

La gestione del territorio, le tecniche agricole e di allevamento con i quali operano sono volte a non impoverire la terra agendo secondo i principi della “agroforestry” (cioè un sistema agricolo promiscuo che prevede la combinazione di alberi e/o arbusti ed affini, gestiti razionalmente con la coltura agraria o con l’attività zootecnica). Le comunità agiscono quindi con l’obiettivo di regolare le risorse naturali presenti, conservarne la biodiversità e non eradicarla completamente. 

Dunque, il riconoscimento dei diritti delle comunità locali sulla gestione delle risorse forestali nepalesi ha permesso di ridurre il degrado di quelle lande verdi e garantire la riforestazione e l’estrazione di risorse (frutta, legname e foraggio) in maniera controllata. La vendita dei prodotti ha poi contribuito ad accrescere e rafforzare l’economia della comunità e non ingigantire portafogli di multinazionali a chilometri di distanza. Il governo ha quindi fatto una scelta molto lungimirante, creando un processo virtuoso di collaborazione tra popolazione e istituzioni che dovrebbe essere replicato.

Un processo di riforestazione virtuoso e dai risultati sorprendenti

Il programma ha aiutato effettivamente nella gestione più sostenibile delle foreste nepalesi e migliorato le condizioni economiche dei villaggi locali con risultati più che sorprendenti. Le comunità locali sono diventate da subito la sorgente di investimenti e materie prime per i territori circostanti. E dopo quasi trent’anni di questo progetto, dai monitoraggi della NASA emerge che la copertura forestale, che nel 1992 in Nepal era di solo il 26% è salita quasi al 45% nel 2016 grazie all’azione di rigenerazione spontanea e naturale delle specie arboree. 

Ad oggi le foreste di comunità coprono circa 2,3 milioni di ettari gestiti da migliaia di comunità indigene con più di 3 milioni di persone coinvolte.  I buoni risultati della strategia governativa, all’epoca considerata radicale, non sono solo riguardanti l’aspetto ambientale ma anche sociale. Il progetto ha permesso e sta continuando a migliorare le capacità di individui socialmente esclusi e promosso pratiche di inclusività. Tutti, nei villaggi si sentono così coinvolti nella gestione di una risorsa da cui dipenderà la loro sopravvivenza amplificando il senso di responsabilità e di collaborazione.

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