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Crediti: Zdeněk Macháček via Unsplash

Lince, pronto un progetto per la sua reintroduzione nelle Alpi Giulie

Nelle Alpi Giulie è in corso un progetto per la reintroduzione della Lince, un grande mammifero fondamentale per l’equilibro degli ecosistemi alpini

La lince, mammifero rarissimo in Italia, sta per essere reintrodotta sulle Alpi Giulie. Cinque esemplari di lince eurasiatica verranno rilasciati tra marzo e aprile nella foresta di Tarvisio, in Friuli Venezia-Giulia. Un importante punto di partenza e avvio in Italia dell’opera di conservazione realizzata dai progetti Ue Life lynx e Ulyca (Urgent lynx conservation action). Iniziate nel 2013 queste attività mira alla prevenzione dell’esinzione della lince nei Monti Dinarici e nelle Alpi sud-orientali.

Il primo tassello è stata l’introduzione di due individui di origine svizzera grazie a un progetto effettuato dal Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con il “Progetto Lince Italia”. L’effetto benefico nel trend di popolazione, anche grazie ad un evento riproduttivo documentato, è stato immediato. Tuttavia, non sufficiente. Per questo nasce un nuovo progetto, più ampio e internazionale, il LIFE Lynx che nel 2022 ha iniziato a immaginare l’introduzione di cinque individui nello stesso territorio.

La lince in Italia

La lince è un mammifero che si posiziona in cima alla catena alimentare, ma nonostante questo è a forte rischio di estinzione o, meglio, di nuova estinzione. Sì, perché già tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 la lince euroasiatica (Lynx lynx), specie autoctona alpina, si era estinta. A causarne la scomparsa la progressiva distruzione del suo habitat, la massiccia caccia da parte dell’uomo a cervi, caprioli camosci e ad altre specie che rappresentavano le sue prede. E ancora la caccia alla lince stessa, per eliminarla dall’ambiente in quanto considerata specie nociva.

Un primo approccio per ripopolare le Alpi viene condotto negli anni Settanta e nel corso dei decenni successivi vede crescere il numero del mammifero tra le foreste alpine, arrivando alla popolazione attuale di circa 200 individui distribuiti in maggioranza tra le Alpi svizzere e francesi. Insomma, grazie all’attività di tutela e reintroduzione, la lince è tornata. Negli ultimi anni si è però presentato un nuovo importante problema, legato alla povertà genetica che aumenta il rischio di inbreeding. Un fenomeno tipico quando la popolazione è composta da pochi individui, con il rischio di consanguineità che potrebbe portare nuovamente alla scomparsa del mammifero.

Per ovviare a questo problema nei primi anni Duemila sono stati messi in campo diversi progetti di ripopolamento, come la già citata iniziativa italiana del 2013 che ha visto immediati benefici sulla popolazione nell’area tarvisiana.

La conservazione della Lince

Nel prossimo futuro l’obiettivo di conservazione è quello di riuscire a connettere tutte le sub-popolazioni di lince sparse in Europa, così da aumentare la variabilità genetica ed evitare il rischio di inbreeding. Per poter realizzare questo è fondamentale lavorare in modo adeguato sulle Alpi, territorio dove la specie trova il suo habitat ideale. In particolare, la foresta di Tarvisio, sullo spartiacque tra le Alpi Giulie, Carniche e Caravanche, al confine tra Alpi e Balcani. Si tratta di uno dei più importanti corridoi faunistici delle Alpi. La presenza di questo grande mammifero è fondamentale per l’equilibro degli ecosistemi alpini.

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1 anno fa

[…] 31 Marzo 2023 1 […]