ghiacciaio-stupa

Crediti: Ice Stupa Artificial Glaciers Facebook Page

Ice stupa, ghiacciai artificiali per contrastare la crisi climatica

Nelle valli del Ladakh vengono costruiti dei ghiacciai artificiali, gli ice stupa, per conservare l’acqua, una risorsa sempre più rara a causa dei cambiamenti climatici

Ghiacciai artificiali, con forme simili a quelle dei castelli di sabbia e un’altezza paragonabile a quella di un palazzo di 10 piani. Sono gli ice stupa, curiose strutture che è sempre più frequente incontrare nelle valli del Ladakh, all’estremo nord-ovest dell’India. Servono come mezzo per conservare l’acqua, fonte preziosa e sempre più scarsa nel territorio ladako. Qui le valli stanno subendo il forte effetto della crisi climatici da oltre un decennio, quando i ghiacciai in costante ritiro hanno iniziato a fornire l’acqua in modo irregolare andando a compromettere coltivazioni, allevamenti e in generale l’opportunità di vita dei molti villaggi disseminati nel territorio.

L’idea di creare gli ice stupa

Questa curiosa soluzione, pensata dall’ingegnere Sonam Wangchuk, ha iniziato a diffondersi dal 2013 quando sono sorti i primi “castelli di ghiaccio”. L’idea gli venne osservando in maggio la presenza di ghiaccio sotto a un ponte in bassa quota. Una massa che, notò, continuo a resistere anche con l’arrivo dell’estate. Non si era fuso grazie alla posizione, in ombra, protetta dai raggi solari diretti. Nel giro di poco Wangchuk immaginò il primo ice stupa. Era alto 6 metri e conteneva 150mila litri di acqua. Era costruito in una posizione esposta alla luce solare e l’acqua convogliata dalla parte alta della montagna sfruttando la forza di gravità, senza dispendio di energia. 

Nonostante la sua posizione, il ghiacciaio artificiale durò per 6 mesi, dall’ottobre 2013 al maggio 2014. Non si tratta di una soluzione alla crisi climatica, ma di un aiuto alla popolazione locale, altrimenti destinata a migrare verso zone dove la vita è più facile e dove le risorse sono più facilmente reperibili con una conseguente perdita di cultura e tradizione in favore di una sempre maggiore omologazione globale. Gli stessi ice stupa sono ormai diventati parte della tradizione ladaka. Il loro nome deriva infatti dagli “stupa”, monumenti della religione buddista con forma a torre o cupola costruite con i materiali più svariati al cui interno si custodisce una reliquia. I moderni stupa, seguendo i dettami della religione, custodiscono l’acqua, bene sempre più prezioso e raro.

Come nasce un’ice stupa

L’obiettivo di un’ice stupa è quello di fornire acqua per irrigazione, coltivazione e per le altre attività umane sugli altipiani del Ladakh durante i mesi estivi. Per questo vengono “edificati” in inverno, durante la notte. Sfruttando le ore più fredde della giornata l’acqua di sorgente viene convogliata fino alla struttura di supporto per la cupola di ghiaccio. Solitamente viene scelto un luogo che rimanga in ombra, così che la struttura non subisca un’accelerazione della fusione a causa dei raggi solari diretti.

L’acqua viene poi fatta zampillare in aria, dove congela immediatamente al contatto con l’aria, un procedimento simile a quello che succede con i cannoni per la neve artificiale. Per far si che questa trasformazione avvenga è importante che le temperature siano comprese tra -10 e -20 gradi centigradi. Mano a mano il ghiaccio va a depositarsi costruendo una torre che può raggiungere l’altezza di 40 metri e una larghezza di 20. Si stima che la riserva idrica conservata da queste strutture sia di circa 16 milioni di litri d’acqua. Una fonte preziosissima che viene restituita a partire dalla primavera e che potenzialmente prosegue fino a estate inoltrata.

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