Giornata internazionale montagna edolo

credits: Unimont

La montagna di chi ci vive: la giornata internazionale della montagna a Edolo

Un evento organizzato dal Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie a supporto dei territori montani, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna

Lunedì 12 dicembre si è celebrata a Edolo, presso il polo UNIMONT – Università degli Studi di Milano, la Giornata Internazionale della Montagna. Un evento voluto e organizzato dal Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, il cui ministro Roberto Calderoli è intervenuto all’apertura delle tavole rotonde, purtroppo da remoto essendoci in Senato alcune importanti votazioni. Ma è come se fosse dal vivo quando snocciola con calore e metodo i motivi della sua conoscenza della montagna, della sua passione anche sportiva giovanile, del perché ha scelto una sede montana per le celebrazioni della Giornata internazionale delle montagne e di spostarle al lunedì, per rispetto di chi in montagna si guadagna da vivere nei giorni festivi con i turisti. 

Il Ministro ha spiegato anche i perché della nuova legge sulla montagna, che deve accogliere le specificità naturali, geografiche e sociali mettendo davanti il diritto all’istruzione e alla salute ma anche all’imprenditorialità, non solo turistica. Una legge che vuole in fretta nonostante abbia ancora davanti 5 anni di legislatura. L’intervento di Roberto Calderoli termina con la lettura delle parole di Papa Francesco all’Angelus di domenica: “Dalla gente di montagna impariamo il senso di comunità e il cammino insieme.

Gli argomenti chiave del convegno

La sessione di dibattiti è continuata con le dichiarazioni di buone intenzioni e buona volontà che figurano sotto il titolo “saluti istituzionali”.  Il Direttore delle Politiche per la Montagna, che ha confessato l’ansia romana nel dover raggiungere la località remota di Edolo, è stato meno caloroso del suo Ministro. Gli altri hanno esposto tutti quel che da molti anni si racconta delle montagne nelle periferie della politica e dell’amministrazione pubblica. Massimo Sertori, assessore lombardo per la montagna e i piccoli comuni, ha invece rivendicato alla montagna il suo valore, la specificità, la non marginalità. Nel suo intervento ha anche rivendicato i primi importanti successi nella compensazione in denaro dell’utilizzo delle acque montane per produrre l’energia; soldi che restano nelle valli (6 milioni di euro quest’anno in Val Camonica) e che permettono costi per l’energia elettrica azzerati per RSA, asili e scuole delle comunità di montagna che forniscono l’acqua.

Le donne al centro

Poi son diventate protagoniste le donne che “muovono le montagne”, il tema di quest’anno della Giornata internazionale della montagna. Donne che vengono da tutt’Italia: Gloria Carletti, giovane sindaca di Foppolo e presidente dei maestri di sci della Lombardia; Noemi Guzzo, esperta di marketing e imprenditrice turistica sulla Sila; Silvia Lodetti, responsabile marketing di un’azienda di alta tecnologia dislocata a Onore, sulle montagne bergamasche; Maria Elena Buttari, promotrice di attività territoriali a Sora e Valeria Leoni che ha girato il mondo ed è tornata a Unimont per occuparsi di agricoltura biologica e naturale.  Claudia Sorlini, professoressa emerita e vicepresidente della Fondazione Cariplo, e Marina Carini, Prorettrice di UNIMI, hanno con saggezza  riassunto e chiuso la sessione.

Le opinioni degli stakeholder

Quel che segue è l’ordinarietà di un convegno che ha visto le opinioni degli stakeholder: un misto di pubblico e privato che ha raccontato che i soldi non mancano alla montagna, ma che la montagna deve trovare nella semplificazione burocratica e nel riconoscimento della sua specificità il suo possibile sviluppo sostenibile e benessere. Una carrellata dei politici di maggioranza e minoranza, intervistati dal giornalista Riccardo Baldazzi del “Centro Valle”, ha chiuso il convegno. Alessandro Panza, presente in sala, ha parlato della legge sulla montagna, di cui aveva anticipato il ministro Calderoli a inizio lavori, affermando l’importanza di partire dalla definizione di cos’è montagna,  anche per determinare da subito  i parametri per la ripartizione dei soldi del fondo unico della montagna e che devono essere stabilizzati per il futuro dalla legge. 

Necessità con cui non era d’accordo il senatore past president di UNCEM Enrico Borghi, collegato da remoto, che ha invitato a non incaponirsi per l’ennesima volta sulla definizione di montagna. La prof.ssa Anna Giorgi aveva peraltro illustrato le norme e le disparità di numero di abitanti e di comuni montani che la legislazione vigente ci consegna. Tutti concordano che la specificità del territorio, dell’economia e della cultura esigono per la montagna una attenzione specifica. Mauro del Barba infine chiede alla montagna un nuovo protagonismo, non solo la rivendicazione della specificità.

Considerazioni

Quello che esce da questa Giornata della montagna a Edolo è un incontro con molta “amministrazione pubblica”, Università e stakeholder, che hanno però detto cose vere, note e anche se un po’ autoreferenziali. C’era invece poca impresa e finanza, poca innovazione tecnologica e imprenditoriale, nonostante sia una realtà ben presente nelle nostre montagne. Basti pensare che la Valcamonica sarà la prima in Europa ad avere un treno a idrogeno e che ci sono grandi gruppi che usano l’acqua come A2A e ENEL o Boario e San Pellegrino nella vicina bergamasca. Bene i BIM e il grande lavoro fatto per le compensazioni, ma l’industria e la finanza dell’energia e dell’acqua sono altra cosa e hanno un loro peso specifico. Inoltre, il turismo non è un fenomeno locale ma una realtà imprenditoriale, economica e finanziaria di primaria importanza e importante per il Pil nazionale.

 

E per il futuro...

C’è un valore per nulla considerato e citato di sfuggita solo un paio di volte, quello dei crediti da Co2 e della valorizzazione dei servizi ecosistemici. Un tema che fa arricciare il naso agli amministratori, perché da anni dibattuto. Tutti infatti riconoscono alla natura un valore che però per essere mantenuto, ancora oggi viene scaricato sulle amministrazioni pubbliche. In questi mesi sono però partite iniziative come EcoGenius – tecnologia blockchain per l’ambiente che guarda al futuro della finanza verde, quella che vuole affiancare al finanziamento della conservazione dell’ambiente, quasi totalmente pubblico, quello della finanza privata.  Sono loro che hanno la necessità di investire e spendere per avere bilanci di sostenibilità ESG per accedere e essere compatibile con le grandi linee di finanziamento bancario e dei fondi di investimento internazionali. E poi le norme europee puntano tutte in questa direzione.

La montagna è anche questo, ma anche una comunicazione che la riporti al “centro” dell’attenzione dell’Italia e dell’Europa e che in questi ultimi anni si è affievolita.  Le nazioni Unite con la loro Risoluzione approvata lo scorso novembre sullo Sviluppo Sostenibile delle Montagne hanno questa volta anticipato tutti e dato di nuovo voce alle montagne. Pare che si sia presa la buona strada (sentiero o via) con la proposta della nuova legge sulla montagna e la buona visione di chi la promuove.

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