Indonesia: erutta vulcano, 22 morti

È uno dei vulcani più attivi al mondo, il Merapi, che è eruttato domenica 3 dicembre mentre sulla montagna si trovavano 75 escursionisti.

Sono 22 le vittime finora accertate dopo le eruzioni del vulcano Merapi, sull’isola di Sumatra, In Indonesia. La prima eruzione, avvenuta lo scorso 3 dicembre, ha provocato la morte di almeno 11 persone mentre altre tre sono state salvate dai soccorritori. Martedì una seconda eruzione ha sollevato una nube che ha raggiunto gli 800 metri di quota, fermando così la macchina dei soccorsi, che teme siano molte più le persone coinvolte. Come dimostrato anche dal ritrovamento tra ieri e oggi di altre 11 persone, portando il numero totale delle vittime a 22. Oggi una nuova eruzione, proprio mentre si cerca l’ultimo disperso sulla montagna. Le speranze di trovarlo in vita si affievoliscono a ogni secondo che passa.

Il vulcano Merapi

Il Merapi, che in lingua locale significa “montagna di fuoco”, è il vulcano più attivo dell’isola di Sumatra. Alto 2891 metri, è considerato un “decade vulcano”, uno tra i sedici meno raccomandabili al mondo. Oltre a sorgere in una delle aree più popolate del mondo, caratteristica questa che gli conferisce una storia ricca di morti.

Un delle ultime, e più distruttive, eruzioni recenti risale al 2012 quando il 26 settembre è rientrato in attività in modo molto intenso. Allo stesso modo nel 2018, quando improvvisamente dalla sua bocca si è alzata una colonna di ceneri e gas alta cinque chilometri e mezzo. La più mortale fu senza dubbio quello del 1979, quando in seguito all’eruzione morirono 60 persone. Nonostante la sua pericolosità riveste una grande forza attrattiva tra gli appassionati di montagna e trekking. Al momento della prima eruzione erano infatti ben 75 le persone presenti sui sentieri che si inerpicano lungo i ripidi versanti del vulcano.

L’eruzione

La prima eruzione è avvenuta il 3 dicembre, alle 14.54 locali. Curiosamente l’evento non è stato preceduto da un aumento degli eventi sismici in zona. Dato che mostra quanto l’eruzione sia stata repentina, oltre alla sua violenza ben evidenziata dalla colonna di fumo e ceneri arrivare a circa 3 chilometri di altezza.

Il responsabile del posto di monitoraggio dedicato al vulcano Merapi, Afmad Rifandi, ha rilevato ben 5 eruzioni di intensità minore tra domenica e lunedì mattina. Le ceneri della grande eruzione sono poi ricadute sulle città e i villaggi a est della montagna, causando non pochi problemi agli abitanti del luogo, che però paiono essere abituati a questo rapporto con il vulcano. Tanto da aver indossato gli accessori base di protezione (occhiali, cappello e mascherina) ed essere immediatamente tornati alle attività di tutti i giorni.

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